Nei giudici di Lischetti si trova la stessa atmosfera polverosa e subdola che si può respirare leggendo le traversie processuali del sig. K., nel processo di Kafka.
Basta osservare col metodo comparativo le sue opere perché balzi evidente una similitudine e persino una certa identità con i personaggi Kafkiani…. ( G. F. Maffina )
 

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La sensazione di continua sospensione tra realtà e assurdo, tra accadimento avvenuto e l’illogicità o l’assurdità della causa che l’ha prodotto, questa ambiguità tra vita e teatro, che più tardi Pirandello esplicherà nella sua commedia umana, è anche il motivo predominante dei teatrini di Lischetti, le cui situazioni esistenziali sono collocabili tra realtà e sogno… (G.F.Maffina)
 

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foto Il messaggio autobiografico di Lischetti si lascia trasportare sovente dalle passioni dell’eros, dalla vita e quindi dalla morte.
Il linguaggio lapidario e non corrivo di questi pannelli in legno, con le didascalie in lingua francese e il carattere strutturale delle composizioni, rendono ancor più palese e significativo.
Quel nuovo realismo dove le innovazioni cromatiche, nell’ambito dei personaggi rappresentati, accentuano ancor più i contatti con la cultura attuale.
Ci sono”les assassins” e lì accanto “giudici”, tutti pronti a spararsi nelle occhiaie.
La dissacrazione guarda giù lungo l’intera scala sociale tra erotismo, ebbrezza e collasso.
Un viaggio tragico, anche se ha movenze comiche…
Da: Il sentimento di Luca Lischetti (Franco Cajani).
 

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